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Roma, 26 Aprile 2016: Nasce G.U.I.D.A.

Roma, 2 maggio 2016 - Promuovere la ricerca, le attività culturali e la formazione ma soprattutto fare chiarezza sugli ... Leggi tutto

[VIDEO] WEBINAR SI-GUIDA 20 maggio 2020

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III CONGRESSO NAZIONALE - ROMA, 3-5 DICEMBRE 2020

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Roma, 26 Aprile 2016: Nasce G.U.I.D.A.

NEWSLETTER 29 ANNO 2020: La gestione del dolore cronico muscolo-scheletrico nell’era della pandemia COVID-19: nuove soluzioni per un’emergenza

NEWSLETTER 28 ANNO 2020: La gestione del paziente con dolore muscolo-scheletrico ai tempi del Coronavirus

Roma, 3-5 dicembre 2020 - EVENTO PATROCINATO SI GUIDA

Roma, 30-31 ottobre 2020 - EVENTO PATROCINATO SI GUIDA

Padova - Dal 5 al 7 giugno e dal 4 al 6 settembre 2020 - EVENTO PATROCINATO SI GUIDA

NAPOLI, 18-19 ottobre 2019 - EVENTO PATROCINATO SI GUIDA

BOLOGNA, 27-28 settembre 2019 - EVENTO PATROCINATO SI GUIDA

Bari, 6 - 7 Dicembre 2019 - EVENTO PATROCINATO SI GUIDA

NEWSLETTER 27 ANNO 2019: L’UTILIZZO DELLE ONDE D’URTO NELLE PATOLOGIE MUSCOLO SCHELETRICHE

NEWSLETTER 26 ANNO 2019: DIFFERENZE DI GENERE NELLA PATOGENESI E NELL’OUTCOME DEL LOW BACK PAIN

MILANO, 24-25 MAGGIO 2019 - EVENTO PATROCINATO SI GUIDA

NEWSLETTER 25 ANNO 2019: LA LOMBOSCIATALGIA DELLO SPORTIVO QUANDO SOSPETTARE UNA PATOLOGIA REUMATICA?

NEWSLETTER 24 ANNO 2019: II CONGRESSO NAZIONALE SOCIETA ITALIANA GUIDA

IL DOLORE MUSCOLO SCHELETRICO NELLE MALATTIE RARE: ESEMPIO DELLA MALATTIA DI GAUCHER

NEWSLETTER 23 ANNO 2018: AUMENTA L’EVIDENZA DI RITARDO DI PROTESIZZAZIONE DI GINOCCHIO DOPO VISCOSUPPLEMENTAZIONE

BARI, 30 NOVEMBRE - 1 DICEMBRE 2018 - EVENTO PATROCINATO SI GUIDA

NEWSLETTER 22 ANNO 2018: IL RUOLO DEL SISTEMA SIMPATICO NEL DOLORE DELL’ALGODISTROFIA E NEL METABOLISMO OSSEO: UNA MATASSA DA SBRIGLIARE

Campobasso, 23 febbraio 2019 - EVENTO PATROCINATO SI GUIDA

NEWS LETTER 21 ANNO 2018: CONGRESSI REGIONALI G.U.I.D.A. 2018

NEWS LETTER 20 ANNO 2018: RISCHIO INFETTIVO POST OPERATORIO E PRECEDENTI INIEZIONI INTRA ARTICOLARI

NEWSLETTER 19 ANNO 2018: IL TRATTAMENTO RIABILITATIVO DELL ALGODISTROFIA

V CONGRESSO NAZIONALE GISOOS

103° Congresso della Società italiana di Ortopedia e traumatologia (SIOT)

Diciottesima edizione del “World Congress On Osteoporosis, Osteoarthritis And Musculoskeletal Diseases”: successodel Simposio sulla Complex Regional Pain Syndrome.

NEWSLETTER 18 ANNO 2018: SURVEY SI GUIDA

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LA VISCOSUPPLEMENTAZIONE È UN TRATTAMENTO CICLICO

NEWSLETTER 16 ANNO 2018 : ASPETTI MEDICO LEGALI IN TERAPIA INFILTRATIVA DAL CONSENSO INFORMATO ALLA RESPONSABILITÀ PROFESSIONALE

ANALOGIE E DIFFERENZE NELLA PATOGENESI DEL DOLORE TRA VARIE FORME DI LOMBALGIA E FIBROMIALGIA

Newsletter 15 anno 2018: L’interdisciplinarietà la vera forza del SI GUIDA

CORSO DI PERFEZIONAMENTO IN AGOPUNTURA E TERAPIE COMPLEMENTARI NELLA RIABILITAZIONE DEL DOLORE MUSCOLO SCHELETRICO

Neswletter 14 anno 2017: È necessaria una nuova classificazione del dolore cronico?

Come misurare il dolore?

Casabianca di Fermo, 2 Dicembre 2017 - Evento Patrocinato Società Italiana G.U.I.D.A.

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La FDA approva l’utilizzo dello stimolatore spinale per la gestione del dolore cronico refrattario

Newsletter 12 Anno 2017: La terapia infiltrativa intra articolare e la riabilitazione: un binomio vincente

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Campobasso, 11 Novembre 2017 - Evento Patrocinato Società Italiana G.U.I.D.A.

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Newsletter 9 Anno 2017 Territorialità e interdisciplinarietà della Società Italiana G.U.I.D.A.

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Malta, 22-24 Settembre 2017 - Evento Patrocinato Società Italiana G.U.I.D.A.

Dubbi sulla efficacia della meniscectomia artroscopica parziale nel trattamento del dolore

Persistenza dell’uso di oppioidi dopo chirurgia di anca o di ginocchio

9 - 10 giugno 2017 - Evento Patrocinato Società Italiana G.U.I.D.A.

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Update dall’FDA sull’uso nei bambini e nelle donne in gravidanza di codeina e tramadolo

Newsletter 8 - Anno 2017 - Congresso Società Italiana G.U.I.D.A. 2017 – output del Congresso

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I CONGRESSO NAZIONALE G.U.I.DA NAPOLI 9/11 MARZO 2017

Avvelenamento da oppioidi in età pediatrica: allerta dall’American Medical Association

Efficacia della vertebroplastica nella riduzione del dolore nelle fratture vertebrali da fragilità

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Confronto oppioidi paracetamolo FANS

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Come misurare il dolore?

Il dolore muscolo-scheletrico rappresenta una delle cause più frequenti di dolore cronico nella popolazione mondiale che incide notevolmente sulla qualità di vita delle persone.

Le patologie più frequentemente associate a questo sintomo sono l’osteoartrosi, le malattie infiammatorie autoimmuni, su tutte l’artrite reumatoide, le artropatie da cristalli, come la gotta, ed infine la fibromialgia che conducono il paziente a ricorrere ad un uso spesso spropositato di farmaci antinfiammatori non steroidei o ad interventi chirurgici di artroprotesi. E’ noto che la sensazione di dolore sia condizionata da numerosi fattori contestuali ed in particolare la presenza di comorbidità, l’aspetto sociale, il sesso, il livello culturale, la personalità e la possibilità di accesso a cure mediche sono associate ad un diverso approccio al dolore da parte del paziente. Una delle principali conseguenze del dolore cronico è la riduzione della qualità del sonno con destrutturazione e deprivazione di esso che conduce ad un abbassamento della soglia dolore e pertanto allo sviluppo di un circolo vizioso. Infine, il perpetuarsi di tale quadro clinico, conduce alla cronicizzazione del dolore ed un aumentato rischio di sensitizzazione centrale.  

Fluttuazioni temporali del dolore

Uno dei problemi principali riscontrati in clinica è la precisa misurazione del dolore. Questo è legato sia alla difficoltà da parte del paziente nel quantificare questa sensazione, sia per le fluttuazioni dello stesso durante la giornata, in particolar modo nelle patologie infiammatorie croniche. Nelle patologie reumatiche, in effetti, è riscontrabile dal punto di vista laboratoristico, un aumento degli indici infiammatori, come la proteina C- reattiva, in corrispondenza delle riacutizzazioni del dolore; è chiaro però che questa modalità di valutazione risulti complicata da implementare nella pratica clinica. Pertanto è risultata chiara la necessità di sviluppare delle modalità di valutazione del dolore più affidabili, semplici e riproducibili come le scale di valutazione. Inoltre nto uno studio internazionale condotto sui pazienti affetti da coxartrosi e gonartrosi ha evidenziato due principali pattern dolorifici: uno intermittente, evocato da uno preciso stimolo, ed uno con dolore costante che cresce in relazione all’avanzamento della patologia.

Approccio bio-psicosociale al paziente con dolore muscoloscheletrico

L’approccio al paziente con dolore, come accennato prima, non può prescindere da una valutazione completa, non solo del problema muscolo-scheletrico riferito, ma anche e soprattutto delle comorbidità e delle condizioni socio-culturali. Ad esempio in pazienti con apnee notturne, la risoluzione delle difficoltà durante il sonno migliora sia la sintomatologia dolorifica che la responsività alle terapie. In relazione a questa modalità di valutazione di più ampio respiro, è stato introdotto nella partica clinica l’approccio proposto dal modello bio-psicosociale secondo il quale deve essere inclusa non solo un’attenta analisi delle caratteristiche del dolore (intensità, frequenza, qualità e così via) ma anche dello stato emotivo del paziente, della fatica, delle limitazioni nelle attività della vita quotidiana e delle eventuali restrizioni nella partecipazione sociale. Il modello che integra i suddetti elementi è quello proposto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (World Health Organization, WHO) attraverso la Classificazione Internazionale delle Funzioni, delle Disabilità e della Salute (International Classification of Functioning, Disability and Health, ICF).  

Fattori che influenzano la scelta dello strumento adeguato

La scelta dell’adeguato strumento di misurazione del dolore deve seguire una precisa valutazione di una serie di fattori. In primis la facilità di esecuzione e il tempo impiegato dal compilatore per adempiere alle domande del questionario, due caratteristiche fondamentali per l’utilizzo corrente nella pratica clinica. Attualmente la disponibilità di supporti tecnologici più avanzati e, in alcune realtà, l’utilizzo di applicazioni sui dispositivi mobili, ha reso semplice sia l’esecuzione dei questionari sia la digitalizzazione dei dati con lo scopo di facilitare sia la pratica clinica sia gli studi scientifici. Altro punto da valutare è la scelta di uno strumento generico oppure specifico per la malattia riferita. A tal proposito, i questionari generici permettono di fornire una panoramica più ampia dello stato di salute dei pazienti ma è carente sul problema specifico riportato dal paziente; pertanto sarebbero da preferire in caso di persone con multipli problemi di salute. Discorso similare può essere fatto per i strumenti che analizzano solo una sede oppure l’intera regione anatomica (es. ginocchio oppure intero arto inferiore). Per quanto riguarda la scelta di una scala unidimensionale o multidimensionale, le prime sono da preferire nel caso sia necessario indagare solo l’aspetto quantitativo, mentre le seconde sono preferite per un’analisi comprensiva anche di altri aspetti su cui il dolore influisce. Infine, ultime caratteristiche da valutare sono quelle psicometriche, ed in particolare la riproducibilità, la specificità e la sensibilità del questionario.

Come valutare la differenza tra due misurazioni

Una delle caratteristiche fondamentali per valutare l’effettiva qualità dei questionari è la capacità di rilevare una differenza tra due diversi misurazioni. La cosiddetta “minima differenza clinicamente rilevante” (minimal clinically important difference, MCID) è stata studiata per la maggior parte dei questionari e può differire tra la valutazione del miglioramento e del peggioramento dei sintomi. In effetti questa definizione risulta particolarmente complessa e imprecisa da dare in quanto, nel caso del dolore, la misura della differenza viene stabilità mediante la semplice indicazione da parte del paziente nel riferire un “lieve miglioramento/peggioramento” oppure “dolore stazionario” rispetto alla precedente valutazione. Inoltre potrebbe essere difficile differenziare se l’effettiva riduzione del dolore sia legata all’azione di un intervento farmacologico e/o non farmacologico oppure ad una cautelizzazione del paziente stesso per evitare gli stimoli esacerbanti il dolore (es. camminare nei pazienti con gonartrosi).

Il ruolo dell’esame clinico per la valutazione del dolore muscolo-scheletrico

L’esame clinico è fondamentale per la valutazione del paziente con dolore muscolo-scheletrico, risultando complementare alla somministrazione dei questionari. Esso è utile per localizzare con precisione la sede del dolore, evidenziare la presenza di segni di infiammazione, dolorabilità alla mobilizzazione ed infine eventuali di instabilità articolari o malallineamenti. Per una maggiore esemplificazione nel riportare i dati dell’esame clinico è possibile utilizzare il cosiddetto “joint homunculus”, un semplice diagramma dove riportare le sedi del dolore spontaneo, le sedi in cui è possibile evocare dolore con la palpazione e/o la mobilizzazione, le sedi articolari rigide o edematose. L’homunculus è possibile utilizzarlo nei pazienti che soffrono di dolori muscolo-scheletrici sia di natura degenerativa sia di natura infiammatoria-autoimmunitaria in modo da seguire l’evoluzione della sintomatologia nel tempo e gli effetti di una terapia in corso.

Conclusione

In conclusione l’esame del paziente con dolore muscolo-scheletrico deve seguire un approccio preciso che analizzi non solo il dolore presente al momento della visita ma attuando un approccio multicomprensivo secondo il modello bio-psicosociale. Solo mediante tale metodica è possibile raggiungere ad una comprensione completa dei problemi e dei bisogni del paziente dando la possibilità di ampliare lo spettro di interventi possibili e di impostare la terapia più adeguata in modo da migliorarne i risultati.  

Dott. Marco Paoletta

 

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L’osteoporosi è spesso definita una “malattia silenziosa” in quanto caratterizzata da uno scarso corteo sintomatologico ed un andamento subdolo. Considerando globalmente il quadro clinico, il dolore rappresenta sicuramente un sintomo di rilevante importanza che può riscontrarsi come conseguenza delle complicanze fratturative associate a tale patologia. Analizzare correttamente ed identificare tale sintomo è fondamentale per il clinico per impostare un corretto percorso diagnostico e prescrivere la terapia più appropriata. Abbiamo affrontato questi importanti argomenti con la Professoressa Maria Luisa Brandi, Professore Ordinario di Endocrinologia dell’Università di Firenze e Presidente della Fondazione Italiana Ricerca sulle Malattie dell'Osso.

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Il rallentamento delle attività cliniche e chirurgiche nel corso di lock-down per COVID-19 ha inevitabilmente avuto delle conseguenze sullo stato di salute anche nel paziente ortopedico. Tra le diverse criticità, il ritardo all’intervento per protesi articolare ha determinato un sensibile peggioramento in termini di dolore e di limitazione funzionale con un notevole impatto psicologico e sulla qualità di vita di tali pazienti. Inoltre, è stato riscontrato anche un maggiore uso e, in alcuni casi, abuso di farmaci antidolorifici ed antiinfiammatori per controllare la sintomatologia. Abbiamo affrontato tali argomenti con il Professor Umberto Tarantino, Presidente della Società GUIDA e Professore Ordinario di Malattie dell’apparato locomotore all’Università di Torvergata.

La gestione del dolore acuto e del dolore cronico non può essere trascurata e spesso richiede l'utilizzo di farmaci antinfiammatori ad uso prolungato. La pandemia da Covid-19, influendo anche sulle visite ambulatoriali, ha complicato ulteriormente l'approccio al paziente aumentandone le paure. Ne abbiamo parlato con il Professor Giovanni Iolascon, Ortopedico e Fisiatra e Direttore esecutivo di G.U.I.D.A.

“Intervista pubblicata su: «pharmastar.it»”

La pandemia da coronavirus ha complicato la gestione delle patologie acute e croniche che affliggono la popolazione italiana. In questo contesto non deve essere dimenticato il dolore muscolo scheletrico cronico.
Il Professor Giovanni Iolascon, Ortopedico e Fisiatra e Direttore esecutivo di G.U.I.D.A, spiega criticità e problematiche legate a questa patologia.

La nutrizione è sempre più un aspetto di centrale importanza per la salute di un soggetto. Oltre alle note conseguenze di una corretta alimentazione sull’incidenza e sull’intensità di diverse patologie come quelle respiratorie, cardiologiche e tumorali, recentemente riscontriamo un interesse crescente sul possibile ruolo dei micronutrienti assunti con la dieta o dei supplementi sullo sviluppo e sulla percezione del dolore. Affrontiamo tale argomento con la Professoressa Silvia Migliaccio.

Le persone con problemi a livello della cartilagine articolare, soprattutto a causa dell’artrosi dell’anca o del ginocchio o per problematiche di tipo traumatologico, sono solite ricorrere ai benefici della terapia infiltrativa intra articolare. Oggi si trovano in una condizione di disagio a causa dell’epidemia di Covid-19 . Per tenere le articolazioni in buono stato, in attesa di poter quanto prima riprendere la cura, ci sono 3 consigli che vanno seguiti.

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Dott. Sergio Crimaldi
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Presidente Umberto Tarantino

Presidente della Società G.U.I.D.A. Professore Ordinario di Malattie Apparato Locomotore Coordinatore della Scuola di Specializzazione in Ortopedia e Traumatologia.

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Direttore Esecutivo Giovanni Iolascon

Direttore Esecutivo della Società G.U.I.D.A. Professore di Medicina Fisica e Riabilitativa Seconda Università di Napoli.

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Past President Ombretta Di Munno

Past President della Società G.U.I.D.A. Direttore della Scuola di Specializzazione di Reumatologia, Università di Pisa.

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Giulia Letizia Mauro

Professore Ordinario di Medicina Fisica e Riabilitativa - Primario dell'U.O.C. di "Riabilitazione" - A.O.U.P. "Paolo Giaccone" di Palermo

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Gerolamo Bianchi

Direttore del Dipartimento Apparato Locomotore della Azienda Sanitaria Genovese.

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